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PER IL TERREMOTO NON DO NEANCHE UN EURO!
(troppo vecchio per rispondere)
Nomen Nescio
2009-04-15 06:32:03 UTC
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Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le
popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si
sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a
nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo
di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case
al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.


Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei
politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le
dirette no - stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E
credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa
fare.


Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell'italiano
generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare
tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non
voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo
ancora lì, fermi sull'orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l'uno
con l'altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un
centimetro.



Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità
accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono
tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la
protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione
Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori
che attraversano l'economia del nostro Paese.


E nelle mie tasse c'è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi
specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con
le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla,
ma proprio nulla, che non sia passerella.



C'è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati.
In un viaggio pagato - come tutti gli altri - da noi contribuenti.

Ma a fare cosa? Ce n'era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di "new town" e io ho
pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: "new town".

Dove l'ha preso? Dove l'ha letto? Da quanto tempo l'aveva in mente?

Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato,
riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce "new town". E' un brand. Come la
gomma del ponte.



Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del
terremoto. Il Presidente del Senato dice che "in questo momento serve l'unità di tutta la
politica". Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di
politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello
che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che
calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una
solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c'è.



Io non lo do, l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni,
prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo
uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono
eccome quel terremoto. E diedero un po' dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.



Poi ci fu l'Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente
postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l'Irpinia ci fu l'Umbria, e
San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.



Ma ora basta.

A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale
scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L'Aquila in realtà era un albergo,
che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico,
nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.



Ecco, nella nostra città, Marsala, c'è una scuola, la più popolosa, l'Istituto Tecnico
Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun
criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso
quasi 7 milioni di euro d'affitto fino ad ora, per quella scuola, dove - per dirne una - nella
palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco!
C'è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.



Ecco, in quei milioni di euro c'è, annegato, con gli altri, anche l'euro della mia vergogna per
una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare
arricchire per tornaconto.


Stavo per digitarlo, l'sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali
ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo
pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per
quella bestialità che avevano detto.



Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo
uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche
che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l'alibi per non parlare
d'altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta
all'opposizione) perché c'è il terremoto. Come l'11 Settembre, il terremoto e l'Abruzzo saranno il
paravento per giustificare tutto.



Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo
Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per
un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono
le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.



Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché
rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi
nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire "in Giappone non sarebbe successo",
come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know - how del Sol Levante fosse
solo un' esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le
costruzioni. Glielo fanno dimenticare all'atto pratico.



E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione
non c'è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore
degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.


Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello
che penso.


Come la natura quando muove la terra, d'altronde.




Giacomo Di Girolamo

redattore del Giornale di Sicilia
acme
2009-04-15 06:41:12 UTC
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"Nomen Nescio" ha scritto

CUT

Io lo faccio perché irrimediabilmente scopriremo che i fondi, dopo essere
rimasti in qualche banca a fare interessi (per le stesse) non sono andati
dove avremmo voluto.
Dico solo che la trasmissione televisiva -On The Road- è stata finanziata
con i soldi del terremoto del Molise.

Date soldi solo a chi vi dice già -esattamente- come li spenderà... se lo
trovate.
Il Russo
2009-04-15 06:58:53 UTC
Permalink
Post by Nomen Nescio
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi
raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la
mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il
contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso.
Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio
conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non
partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da
offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi
vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei
calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del
premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette
no - stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera.
Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di
civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo
stereotipo dell'italiano generoso, del popolo pasticcione che ne
combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con
questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di
questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità,
purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi
sull'orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire,
stringendoci l'uno con l'altro. Soffriamo (e offriamo) una
compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I
pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco
tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in
queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli
aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare
altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli
italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti
evasori che attraversano l'economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c'è previsto anche il pagamento di tribunali che
dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e
dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse
pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non
riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.
C'è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a
visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato - come tutti gli
altri - da noi contribuenti.
Ma a fare cosa? Ce n'era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha
parlato di "new town" e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni,
e al neologismo: "new town".
Dove l'ha preso? Dove l'ha letto? Da quanto tempo l'aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto
deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori.
Ecco come nasce "new town". E' un brand. Come la gomma del ponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura
Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che
"in questo momento serve l'unità di tutta la politica". Evviva. Ma io
non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di
politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti,
avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con
diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che
calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia.
Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia
che non c'è.
Io non lo do, l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha
servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto
Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo
euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei
lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po' dei loro
risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l'Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico
versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E
sappiamo tutti come è andata. Dopo l'Irpinia ci fu l'Umbria, e San
Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non
puoi restare indifferente.
Ma ora basta.
A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un
euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una
delle scuole crollate a L'Aquila in realtà era un albergo, che un
tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in
edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi
requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c'è una scuola, la più popolosa,
l'Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che
è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza
rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha
speso quasi 7 milioni di euro d'affitto fino ad ora, per quella
scuola, dove - per dirne una - nella palestra lo scorso Ottobre è
caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco!
C'è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?)
il controsoffitto in amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c'è, annegato, con gli altri, anche
l'euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere
nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per
tornaconto.
Stavo per digitarlo, l'sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno
sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la
diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io,
con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il
rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se
qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non
comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche
che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti
hanno l'alibi per non parlare d'altro, ora nessuno potrà criticare il
governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta
all'opposizione) perché c'è il terremoto. Come l'11 Settembre, il
terremoto e l'Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno.
Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per
aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un
anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni
europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E
ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia
rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il
mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un
rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire "in Giappone non
sarebbe successo", come se i giapponesi hanno scoperto una cosa
nuova, come se il know - how del Sol Levante fosse solo un' esclusiva
loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno
le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all'atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel
frastuono della televisione non c'è neanche un poeta grande come
Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli
ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno
fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico
il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d'altronde.
Giacomo Di Girolamo
redattore del Giornale di Sicilia
... quoto tutto ...
Cibba
2009-04-15 07:28:19 UTC
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Post by Il Russo
Post by Nomen Nescio
redattore del Giornale di Sicilia
... quoto tutto ...
Metestai a diventa komunista , russo

Io non so kommunista cosi , massso' KOMMUNISTA COSI cit.
--
Cibba
Fuori-Come-Un-Balcone
2009-04-15 12:54:48 UTC
Permalink
Post by Cibba
Post by Il Russo
Post by Nomen Nescio
redattore del Giornale di Sicilia
... quoto tutto ...
Metestai a diventa komunista , russo
Io non so kommunista cosi , massso' KOMMUNISTA COSI cit.
Con la spada de fooooco! lol
--
All science is either physics or stamp collecting.
Ernest Rutherford.
All science is either physics AND stamp collecting.
Somewhere on the net.
Cibba
2009-04-15 13:00:42 UTC
Permalink
Post by Fuori-Come-Un-Balcone
Post by Cibba
Post by Il Russo
Post by Nomen Nescio
redattore del Giornale di Sicilia
... quoto tutto ...
Metestai a diventa komunista , russo
Io non so kommunista cosi , massso' KOMMUNISTA COSI cit.
Con la spada de fooooco! lol
LOL z

--
Cibba
* Jack * ~DUEHAMMER~
2009-04-15 07:11:13 UTC
Permalink
Post by Nomen Nescio
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le
popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si
sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a
nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo
di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case
al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei
politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le
dirette no - stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E
credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa
fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell'italiano
generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare
tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non
voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo
ancora lì, fermi sull'orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l'uno
con l'altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un
centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità
accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono
tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la
protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione
Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori
che attraversano l'economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c'è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi
specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con
le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla,
ma proprio nulla, che non sia passerella.
C'è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati.
In un viaggio pagato - come tutti gli altri - da noi contribuenti.
Ma a fare cosa? Ce n'era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di "new town" e io ho
pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: "new town".
Dove l'ha preso? Dove l'ha letto? Da quanto tempo l'aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato,
riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce "new town". E' un brand. Come la
gomma del ponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del
terremoto. Il Presidente del Senato dice che "in questo momento serve l'unità di tutta la
politica". Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di
politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello
che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che
calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una
solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c'è.
Io non lo do, l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni,
prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo
uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono
eccome quel terremoto. E diedero un po' dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l'Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente
postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l'Irpinia ci fu l'Umbria, e
San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta.
A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale
scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L'Aquila in realtà era un albergo,
che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico,
nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c'è una scuola, la più popolosa, l'Istituto Tecnico
Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun
criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso
quasi 7 milioni di euro d'affitto fino ad ora, per quella scuola, dove - per dirne una - nella
palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco!
C'è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c'è, annegato, con gli altri, anche l'euro della mia vergogna per
una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare
arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l'sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali
ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo
pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per
quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo
uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche
che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l'alibi per non parlare
d'altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta
all'opposizione) perché c'è il terremoto. Come l'11 Settembre, il terremoto e l'Abruzzo saranno il
paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo
Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per
un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono
le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché
rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi
nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire "in Giappone non sarebbe successo",
come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know - how del Sol Levante fosse
solo un' esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le
costruzioni. Glielo fanno dimenticare all'atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione
non c'è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore
degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello
che penso.
Come la natura quando muove la terra, d'altronde.
Giacomo Di Girolamo
redattore del Giornale di Sicilia
quoto e metto a disposizione delle cime robuste per chi eventualmente
dovesse essere dichiarato colpevole o in qualche modo responsabile di quello
che è accaduto

carcere finto, sconti di pena basta !

chi è colpevole deve pagare.
Willis Giovane Bello e Abbronzato
2009-04-15 08:01:03 UTC
Permalink
Post by Nomen Nescio
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le
popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si
sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a
nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo
di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case
al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei
politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le
dirette no - stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E
credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa
fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell'italiano
generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare
tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non
voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo
ancora lì, fermi sull'orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l'uno
con l'altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un
centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità
accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono
tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la
protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione
Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori
che attraversano l'economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c'è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi
specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con
le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla,
ma proprio nulla, che non sia passerella.
C'è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati.
In un viaggio pagato - come tutti gli altri - da noi contribuenti.
Ma a fare cosa? Ce n'era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di "new town" e io ho
pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: "new town".
Dove l'ha preso? Dove l'ha letto? Da quanto tempo l'aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato,
riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce "new town". E' un brand. Come la
gomma del ponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del
terremoto. Il Presidente del Senato dice che "in questo momento serve l'unità di tutta la
politica". Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di
politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello
che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che
calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una
solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c'è.
Io non lo do, l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni,
prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo
uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono
eccome quel terremoto. E diedero un po' dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l'Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente
postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l'Irpinia ci fu l'Umbria, e
San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta.
A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale
scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L'Aquila in realtà era un albergo,
che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico,
nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c'è una scuola, la più popolosa, l'Istituto Tecnico
Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun
criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso
quasi 7 milioni di euro d'affitto fino ad ora, per quella scuola, dove - per dirne una - nella
palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco!
C'è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c'è, annegato, con gli altri, anche l'euro della mia vergogna per
una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare
arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l'sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali
ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo
pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per
quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo
uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche
che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l'alibi per non parlare
d'altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta
all'opposizione) perché c'è il terremoto. Come l'11 Settembre, il terremoto e l'Abruzzo saranno il
paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo
Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per
un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono
le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché
rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi
nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire "in Giappone non sarebbe successo",
come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know - how del Sol Levante fosse
solo un' esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le
costruzioni. Glielo fanno dimenticare all'atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione
non c'è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore
degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello
che penso.
Come la natura quando muove la terra, d'altronde.
Giacomo Di Girolamo
redattore del Giornale di Sicilia
quoto ma fate radiare questo giornalista dall'albo, e' uno scandalo, non
deve piu' parlare.
--
http://www.ittest.eu/
Aquarius
2009-04-15 08:33:53 UTC
Permalink
gia',....... la verita' messa in faccia cosi'.... non fa dormire bene i
delinquenti..... e perbenisti!
L'italia e' e rimane una repubblica basata su gratta e vinvi, intrallanzi
calcio e veline!....... Chissa quandi cresceremo e diventeremo uno stato
serio e democratico, con un governo che fa il suo mestire CON IL POPOLO E
PER IL POPOLO!
Post by Willis Giovane Bello e Abbronzato
Post by Nomen Nescio
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi
raccoglie fondi per le
popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una
bestemmia. E che di solito si
sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho
deciso. Non telefonerò a
nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non
manderò nessun sms al costo
di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho
posti letto da offrire, case
al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro
ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori,
alle testimonianze dei
politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i
palinsesti travolti, le
dirette no - stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della
sera. Non do un euro. E
credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo
momento, da italiano, io possa
fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo
stereotipo dell'italiano
generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e
poi però sa farsi perdonare
tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco
di questa Italia. Non
voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la
beneficienza, fa da pretesto. Siamo
ancora lì, fermi sull'orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a
finire, stringendoci l'uno
con l'altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci
siamo mossi di un
centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi
coperti. Le responsabilità
accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago
già le tasse. E sono
tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione,
per gli aiuti, per la
protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni
volta la Protezione
Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai
tanti eccellenti evasori
che attraversano l'economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c'è previsto anche il pagamento di tribunali che
dovrebbero accertare chi
specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che
succedano le catastrofi. Con
le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che
non riesce a fare nulla,
ma proprio nulla, che non sia passerella.
C'è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a
visitare i posti terremotati.
In un viaggio pagato - come tutti gli altri - da noi contribuenti.
Ma a fare cosa? Ce n'era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato
di "new town" e io ho
pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: "new town".
Dove l'ha preso? Dove l'ha letto? Da quanto tempo l'aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve
essere masticato,
riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce "new
town". E' un brand. Come la
gomma del ponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del
terremoto. Il Presidente del Senato dice che "in questo momento serve
l'unità di tutta la
politica". Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io
lavoro, non campo di
politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete
responsabilità su quello
che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli
italiani e il suolo che
calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una
solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c'è.
Io non lo do, l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha
servito lo Stato 40 anni,
prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese.
E allora perché io devo
uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il
Belice i miei lo sentirono
eccome quel terremoto. E diedero un po' dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l'Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico
versamento su conto corrente
postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo
l'Irpinia ci fu l'Umbria, e
San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non
puoi restare indifferente.
Ma ora basta.
A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
comprando un giornale
scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L'Aquila in
realtà era un albergo,
che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in
edificio scolastico,
nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c'è una scuola, la più popolosa, l'Istituto Tecnico
Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo
trasformato in scuola. Nessun
criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni.
La Provincia ha speso
quasi 7 milioni di euro d'affitto fino ad ora, per quella scuola, dove -
per dirne una - nella
palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il
terremoto! Lo scirocco!
C'è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il
controsoffitto in amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c'è, annegato, con gli altri, anche l'euro
della mia vergogna per
una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi
senza ritegno e fare
arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l'sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno
sottolineato gli eccezionali
ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel
servizio pubblico lo
pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il
rimborso del canone per
quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa
succede a me. Voglio solo
uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che
così non sarà, penso anche
che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno
l'alibi per non parlare
d'altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta,
anche quella che sta
all'opposizione) perché c'è il terremoto. Come l'11 Settembre, il
terremoto e l'Abruzzo saranno il
paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se
solo volesse davvero, lo
Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli
stipendi dei politici per
un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni
europee al referendum. Sono
le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi
monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il
mio sdegno. Perché
rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere
una casa sicura. E mi
nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire "in Giappone
non sarebbe successo",
come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know - how
del Sol Levante fosse
solo un' esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le
costruzioni. Glielo fanno dimenticare all'atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel
frastuono della televisione
non c'è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le
cose, a raccogliere il dolore
degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno
fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il
diritto di dire quello
che penso.
Come la natura quando muove la terra, d'altronde.
Giacomo Di Girolamo
redattore del Giornale di Sicilia
quoto ma fate radiare questo giornalista dall'albo, e' uno scandalo, non
deve piu' parlare.
--
http://www.ittest.eu/
bony
2009-04-15 08:14:07 UTC
Permalink
Post by Nomen Nescio
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi
raccoglie fondi
Lo so, si parla del mio amato Abruzzo, ma anch'io non do un centesimo.
Un po' perchè sono tirchio:-))
Molto perchè in questi slanci di generosità si cela sempre lo sciacallo.
Il giorno in cui nome e cognome del donatore apparirà su internet,
il giorno in cui mi si rilascerà una ricevuta detraibile,
il giorno in cui la somma ben registrata sarà consegnata al responsabile,
il giorno in cui il responsabile avrà la fedina pulita,
il giorno in cui il responsabile non avrà una tessera politica,
il giorno in cui sarà data sicurezza che la ditta che eseguirà l'opera(
edificazione, distribuzione, servizio)
sicuramente non sarà mafiosa,
beh allora e solo allora darò il mio euro.
Non mi sento impegnato più di tanto perchè ho giù dato in tasse, mentre
forse coloro che dovranno manovrare le somme accumulate dai donatori, le
hanno regolarmente evase.
Insomma ho dato e non voglio più dare.
Per nessuno.
pingus
2009-04-15 09:26:02 UTC
Permalink
bony wrote:

snip
Post by bony
Insomma ho dato e non voglio più dare.
Per nessuno.
allora mettiti in contatto con associazioni di volontariato di tua scelta e
presta la tua opera.

Ciao
Nino
2009-04-15 08:21:25 UTC
Permalink
Post by Nomen Nescio
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi
raccoglie fondi per le
popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una
bestemmia. E che di solito si
sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho
deciso. Non telefonerò a
nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non
manderò nessun sms al costo
di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho
posti letto da offrire, case
al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro
ormai passati di moda.
.
Post by Nomen Nescio
Giacomo Di Girolamo
redattore del Giornale di Sicilia
In questa società, un po' dappertutto, quando i disastri sono molto estesi,
i responsabili non pagano mai quanto sarebbe giusto e civile.
Al massimo, i colpevoli, invece di provvedere al risarcimento dovuto a causa
delle conseguenze delle loro malefatte, fino ALL'ESAURIMENTO DI TUTTO IL
LORO PATRIMONIO, fanno un po' di galera; prima di ricominciare come prima.

E il danno procurato alla collettività rimane a carico e viene assorbito
dalla collettività stessa, che poco o nulla ha fruito dei vantaggi economici
di tali truffe.

Sarà il caso anche del recente terremoto: i 10 miliardi e più necessari per
le spese di ricostruzione ricadranno, come tutti sappiamo e i politici già
fanno trapelare, su imposte e una tantum generalizzate.
Anziché colpire fino all'indigenza gli autori dei progetti, le imprese di
costruzione, i fornitori dei materiali, chi ha o avrebbe dovuto fare
verifiche e collaudi, ecc...
Gente che continuerà viceversa a trarne vantaggi, accanto alle infiltrazioni
malavitose, con ulteriori appalti ed inutili consulenze.
..Ghigo..
2009-04-15 09:59:19 UTC
Permalink
Post by Nomen Nescio
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi
raccoglie fondi per le
popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una
bestemmia. E che di solito si
sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho
deciso. Non telefonerò a
nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non
manderò nessun sms al costo
di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho
posti letto da offrire, case
al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro
ormai passati di moda.
Non c'e' mica problema, alle brutte, faranno 1 ***Prelievo forzoso*** dai
tuoi, miei, nostri conti CC, Bollette ENEL, Carte Telefoniche.... Bollo
Auto, Aumento Benzina... Sigarette, Alcool, Gioco d'azzardo, ecc ecc....

E gli ingenerosi come Te, me, noi, si Attakkeno allo solito Tramme..... ;))
gigi
2009-04-15 10:31:36 UTC
Permalink
Post by ..Ghigo..
Post by Nomen Nescio
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi
raccoglie fondi per le
popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una
bestemmia. E che di solito si
sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho
deciso. Non telefonerò a
nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non
manderò nessun sms al costo
di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho
posti letto da offrire, case
al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro
ormai passati di moda.
Non c'e' mica problema, alle brutte, faranno 1 ***Prelievo forzoso*** dai
tuoi, miei, nostri conti CC, Bollette ENEL, Carte Telefoniche.... Bollo
Auto, Aumento Benzina... Sigarette, Alcool, Gioco d'azzardo, ecc ecc....
E gli ingenerosi come Te, me, noi, si Attakkeno allo solito Tramme..... ;))
forse Ghigo è un po' "estremista", ma non riesco a dargli tutti i torti.
Non dimentichiamo che la maggioranza di chi oggi fa la carità per i
terremotati, fino a ieri, e anche a partire da domani, si rifiuterà di
pagare le tasse, o una buona parte di esse.
Se gli introiti delle tasse fossero quelli che dovrebbero essere, non ci
sarebbe bisogno di tutte queste raccolte fondi.
Sarà criticabile Ghigo, ma tutti quelli di cui sopra che ora si fanno
belli offrendo volontariamente soldi che dovrebbero già essere nelle
casse dello Stato sono perlomeno ipocriti.
Gigi
Il Russo
2009-04-15 09:58:59 UTC
Permalink
Post by gigi
Se gli introiti delle tasse fossero quelli che dovrebbero essere, non ci
sarebbe bisogno di tutte queste raccolte fondi.
... beata ingenuità ...
..Ghigo..
2009-04-15 10:44:00 UTC
Permalink
Post by Il Russo
Post by gigi
Se gli introiti delle tasse fossero quelli che dovrebbero essere, non ci
sarebbe bisogno di tutte queste raccolte fondi.
... beata ingenuità ...
E se mi nonno avesse tre palle "Fosse" nu Flipper.... !! ;))

Su, su, non essere duro Russo, Sognare e' bello..... ;))
Il Russo
2009-04-15 10:09:06 UTC
Permalink
... con un referendum scorporato dalle elezioni, spesi 400 milioni di euro
...
Pimpa
2009-04-15 13:07:33 UTC
Permalink
Post by Il Russo
... con un referendum scorporato dalle elezioni, spesi 400 milioni di euro
...
già, allucinante :-(
..Ghigo..
2009-04-15 10:40:53 UTC
Permalink
Post by gigi
Post by ..Ghigo..
Non c'e' mica problema, alle brutte, faranno 1 ***Prelievo forzoso*** dai
tuoi, miei, nostri conti CC, Bollette ENEL, Carte Telefoniche.... Bollo
Auto, Aumento Benzina... Sigarette, Alcool, Gioco d'azzardo, ecc ecc....
E gli ingenerosi come Te, me, noi, si Attakkeno allo solito Tramme..... ;))
forse Ghigo è un po' "estremista", ma non riesco a dargli tutti i torti.
Non dimentichiamo che la maggioranza di chi oggi fa la carità per i
terremotati, fino a ieri, e anche a partire da domani, si rifiuterà di
pagare le tasse, o una buona parte di esse.
Se gli introiti delle tasse fossero quelli che dovrebbero essere, non ci
sarebbe bisogno di tutte queste raccolte fondi.
Sarà criticabile Ghigo, ma tutti quelli di cui sopra che ora si fanno
belli offrendo volontariamente soldi che dovrebbero già essere nelle casse
dello Stato sono perlomeno ipocriti.
Gigi
Sempre riguardo alle donazioni.

Nessuno ha notato ke si parla del 5 x 1000 di solito impiegato per le
associazioni.

Ma Tremonti si e' Scordato dell' 8x 1000 ke Versiamo alla Chiesa ??

Perche' non proporre di destinare ANCHE 1 parte di quella somma.... Ai
Terremotati ??

A scanso di Equivoci i Preti -ke fessi non sono- Hanno strombazzato ai 4
venti ke stanno donando un paro de Milioni.... per i terremotati..... (il
solito dito che indica la luna a uso del/dei soliti Sciocchi..)

Peccato ke ne incassino 5-600 volte tanto..... ;))
maaaatteo
2009-04-15 10:42:29 UTC
Permalink
tutto molto quotabile, devo dire..
saturnview~
2009-04-15 12:18:24 UTC
Permalink
Post by Nomen Nescio
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi
raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo
non a favore di chi li raccoglie...miserabili, ma per L'Aquila e
provincia.
(it.test,it.economia.borsa,it.cultura.single)
6502
2009-04-15 17:18:53 UTC
Permalink
propongo il follow_up su:
alt.crune.ago
it.discussioni.avari
free.it.tiratioallezziti

ma forse sarebbe in topic anche per
it-alt.febbrealta.delirio
fido.discussioni.acaxxodicane
Catrame
2009-04-15 17:29:35 UTC
Permalink
Post by Nomen Nescio
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi
esticazzi + old!
--
*Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum*
Burp
2009-04-17 04:31:14 UTC
Permalink
Quello che fanno gli altri non mi interessa.
Come dire: io non vado in chiesa perchè i preti sono uomini corrotti.....
sì...ma io vado in chiesa per Dio, non per i preti....
"piccolo particolare"
Altro ottimo motivo per non andare in chiesa
rotfl
Burp
2009-04-17 04:33:22 UTC
Permalink
Ti deve essere rimasto un imho nella tastiera.
Nessun IMHO, Dio non esiste.
A meno che per qualche assurdo irrazionale motivo si sia ribaltato
l'onere della prova, ma in questo caso sei costretto per coerenza ad
ammettere l'esistenza dei sette nani, di babbo natale e di cenerentola.
KUOTO kasso se KUOTO
Diciamo che non ti conviene.
ciao, f.
Burp
2009-04-17 04:38:32 UTC
Permalink
né si è intravista una macchia di muffa.
Sarà stato un caso...
No, non è un caso. Io posso rassegnarmi sulle dimore storiche, costruite
perchè non si sapeva fare in altro modo, ma non per le palazzine
moderne.
Comunque, questa storia ha tirato fuori il meglio di una regione (il
cuore, la dignità ed il coraggio degli Abruzzesi ha preso il sopravvento
sugli spettacolini di una certa classe politica, t'immagini la stessa
tragedia gestita nel napoletano con le cariche istituzionali che danno
la stura alla fogna?) ed il peggio della nazione, da piccole cose
insignificanti come mail di spam che reclamizzano "rivelatori sismici"
fino ad associazioni ad delinquere che si fanno il giro degli elenchi
riportanti gli italiani all'estero e si spacciano come "Autorità per
l'assistenza terremotati", per non parlare della longa manus della
criminalità che già adombra la fase delicatissima del dopo, passando tra
figure istituzionali che si fanno la guerra tra di loro anche su una
regione ferita quasi a morte. Tanto, e censuratemi su, le cubature dei
cimiteri si possono sempre aumentare, terremoti/incidenti stradali per
infrastrutture carentu/ospedali al limite della decenza/istruzione ai
minimi termini che genera criminalità e violenza, mancanza di lavoro o
morire di lavoro.
Poi, comunque, il caro estinto possiamo anche mangiarcelo nella pagnotta
cotta a legna, è già successo ed accadrà.
Di Girolamo ha ragione, ma non nel modo: il suo titolo scandalistico
nasconde il senso del suo messaggio in un rumore di fondo arrogante e
maleducato.
Già ho letto altrove, da un signor professore medico con cinque titoli
"Quando lo stabilimento dell'Eternit si è sbriciolato, nessuno ha
pensato ai baresi e io non pago e non dò un centesimo".
Bestia che non sei altro, proprio perchè non ti hanno aiutato, tu hai il
*DOVERE* di dare una mano.
Sono le gioie ed i dolori di una nazione schizofrenica, Paolo...e
personalmente sono schizofrenico anch'io, che in quelle terre ho un
pezzo di cuore. Vorrei ringraziare personalmente ogni singolo
soccorritore e prendere a calci Bertolaso ed i suoi spot bipartizan,
voglio rivendicare il diritto di affermare che quei bravi ragazzi
*NONOSTANTE* i problemi logistici stanno combattendo con le unghie e con
i denti, voglio avere il diritto di piangere per le vittime e per i
capolavori perduti, vorrei che non si facesse tabula rasa della storia
distrutta in una settimana di scosse.
Ma tanto, prima o poi la carica emotiva cavalcata da una certa stampa
finirà, e tutto sparirà come se non fosse mai esistito...
:-O

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